domenica 22 dicembre 2013

Piccolo aggiornamento: primi giorni Kalima con nuvole e vento tra i 25 e 35 nodi, apprendimento e sistemazione timone a vento che si scollega la prima notte e poi timone fino al mattino quando mi accorgo dell'accaduto e lo rimetto in funzione, nausea, e cuccetta con turni x controllare i dintorni, piano piano torniamo alla normalità mentre almeno un paio di onde al giorno invadono letteralmente il pozzetto. Strappato il paraspruzzi laterale di sottovento da un'onda, poi cedono alcuni agnellini di quello di sopravvento. Il vento non molla, ci molla il timone a vento, non regge dopo 570 miglia alle onde di 4 metri frangenti che fanno straorzare Chery, peccato, avevamo trovato un buon equilibrio e viaggiavamo a 6 nodi. Poco male, mancano 150 miglia, x 36 ore con turni dovremmo arrivare. Cosi è, grazie anche al vento che cala a 20 nodi e le onde che non sono piu cattive, di ripararlo in quel casino non se ne parlava, visto anche che rischiavamo di arrivare col buio e dover rimanere al largo un'altra notte. Alla fine superata un'altra bella prova, Chery è stata molto brava, degli altri inconvenienti delle albe e tramonti, delfini e pesci volanti parleremo un'altra volta. Ora c'è tutto da asciugare e risistemare. Fatta la burocrazia e primo impatto con locali, ma ne parleremo...

sabato 21 dicembre 2013

SONO ARRIVATI!!! ALLE ORE 12 DI OGGI 21 DICEMBRE 2013 SONO APPRODATI ALL'ISOLA DI SAL...CAPOVERDE!!

domenica 15 dicembre 2013

Ciao a Tutti,
il vento è un pò calato,
NOI SI VA.

A presto,

per non allarmare nessuno non avrete nostre notizie prima di 8-9 giorni sempre che si riesca a trovare una connessione Internet.

sabato 14 dicembre 2013

Ciao a Tutti,
che ne dite partiamo.... stanotte la barca vicina ha misurato 45 nodi di vento... siamo ancora qui, alcune barche sono partite, altre no.
I meteo sono tutti concordi nel dire che il vento è sui 25 nodi, ma qui ce ne sono mediamente 35 con raffiche. Io penso che siano accellerazioni dovute alle isole e che una decina di miglia a Sud non siano così forti. Ma in realtà sono ancora qui ad aspettare. 
Intanto oggi sono arrivate qui 2 barche, 1 da Tenerife con equipaggio cosmopolita: una messicana, una tedesca, un colombiano ed un francese; ed una barca Hawaiana con equipaggio hawaiano.
Ambedue concordi nel dire che tra le isole il vento era oltre i 45 nodi con onde incrociate alcune oltre i 4 metri.
Andate a vedere nella sezione video il link su questo porto quando eruttò il vulcano sottomarino.










Buona Vita





















venerdì 13 dicembre 2013

Ciao a Tutti,
noi siamo pronti e voi?
Manca poco, oggi il vento è buono 20 - 25 nodi da NE con l'onda di fondo da NW (340°) di 2,60 metri con un periodo di 11" ma purtroppo girando l'onda qui fuori è fastidiosa (0,60 metri ma con un periodo di soli 4" che arrivano da 60°) il che equivale a un bel rollio per circa 10 miglia, 2 ore, (traduco: la nostra rotta sarà 200°, avremo onde da 140° sia a destra (dritta o tribordo) che a sinistra (sinistra o babordo); quelle da destra arriveranno ogni 11" (ogni 11" saremo su di una cresta o nel cavo scegliete voi; per farla + semplice o su o giù) alte 2,60 metri; ma nel frattempo da sinistra arriveranno delle onde alte 0,60 metri ma ne arriveranno quasi 3... una ogni 4 " .... giusto per scombussolare lo stomaco prima della notte.
Che dite lo famo strano o aspettiamo domani????

giovedì 12 dicembre 2013

Siamo nell'isola di El Hierro da qualche giorno, esattamente dalla sera di giovedì scorso. Eravamo rimasti a La Palma da dove siamo ripartiti appunto giovedì, ore 6.00 della mattina con Martigues che ci precede. Vento in faccia per le prossime 65 M ma ci rassegniamo al motore perchè ormai si è deciso di partire. A dire il vero per brevi tratti si riesce a fare anche un po' di vela, una bolina stretta, troppo al limite. Arriviamo alle 23.00, 17 ore totali di viaggio di cui solo 2 a vela, le restanti 15 a vela-motore. Che palleeeee!! Precisamente alle 21.00 arriviamo al Puerto de La Estaca, sul lato N/E dell'isola, dove non c'è un Marina, ma ci si può ormeggiare solo di lato all'interno del molo, che è altissimo e non proprio ideale per una barca che ci sbatte contro. In più dovremmo stare affiancati a Martigues, già schiacciata contro il muro. Tutto questo per una ventina di euro a notte senza servizi (acqua, elettricità, docce). L'idea non piace a nessuno e si decide di proseguire. Altre 10 M= altre 2 ore. Entriamo finalmente nel Puerto de La Restinga, a S/E. Ci sono due piccoli pontili pieni zeppi di barche di pescatori, barchini e “veleri” di passaggio. C'è già un piccolo pubblico che ci aspetta per prenderci le cime. Sembra però che non ci sia posto per tutte e due le barche. C'è il gruppo dei francesi che si prodiga per farci entrare in un posto troppo stretto per noi, mentre i tedeschi aiutano Martigues a sistemarsi in testa al pontile. Ne esce fuori un gran casino di gente e gran vociare. Al final il Capitano atterra sul pontile gridando “Bonsoir a tout le monde, les italiens sont arrivès!!”e tutto finisce in una gran risata generale. Al mattino ci svegliamo in questa nuova dimensione che è El Hierro, un'isola piccola piccola ma magica. C'è una quiete quasi surreale, il paesino è minuscolo ma trasmette una gran serenità. C'è solo il vulcano sottomarino attivo a pochi miglia a sud che ogni tanto scuote gli abitanti di questa terra già ricoperta di lava e li fa tremare. Le barche che sono qui hanno a bordo quella gente che ci si aspetta o si spera di trovare sempre. In realtà è la stessa gente che come noi era anche nelle altre isole, ma qui sembra proprio naturale che tutto diventi più familiare. Non facciamo neanche tempo a pensarlo che ci arriva subito l'invito per la sera dopo alla festa pre-Natalizia che una simpatica coppia di tedeschi sta organizzando. Siamo una decina di barche a vela in tutto, alcuni bloccati qui da parecchi giorni per colpa del vento contrario e anche per la nuova depressione in arrivo, prevista a breve. Abbiamo in comune tutti la stessa destinazione: Capo Verde. Si tratta solo di aspettare e perciò perchè non ingannare l'attesa festeggiando? Ognuno porta qualcosa e in un attimo la festicciola prende vita in un piccolo e riparato spazio appena fuori dal Marina. Alcuni tedeschi hanno persino fatto il vin brulè e la casetta di pan di zenzero. Arrivano all'ultimo due catamarani coinvolti subito nella festa con loro grande sorpresa e con un bel bicchiere di vino in mano. Serata piacevolissima che ha riscaldato gli animi di tutti. Ora siamo ancora qui in attesa che il maltempo si dissolva completamente e ci lasci partire. Stamattina è tornato il sole ma il mare là fuori è ancora agitato. Un paio di giorni per lasciarlo calmare e poi con un'altra pressione stabile anche questo piccolo angolo di paradiso si svuoterà dai suoi visitatori e ritornerà nella sua quotidianità ancor più pacifica. 

 
































 

martedì 10 dicembre 2013

Riprendendo il filo dall'ultimo racconto......
La mattina seguente decidiamo di raggiungere Martigues che si trova a La Palma a 45 M da noi direzione N/NO (rotta 340°). Un'ora di motore e poi il Capitano lo spegne: oggi si va solo a vela, a tutti i costi. Finchè costeggiamo il lato ovest di Gomera tutto bene, abbiamo il vento in poppa e si va. Usciamo dall'isola e il vento si ferma. Rimaniamo imballati lì con la corrente che ci respinge indietro, poi Eolo ritorna ma da N/NO, esattamente sulla nostra rotta. Facciamo un bordo a O e poi viriamo per avvicinarci a La Palma. E' il turno di GAS che va spedito anche sotto la pioggia. Mare grigio e nebbioso, ma affascinante lo stesso. Cominciamo a risalire la costa orientale di La Palma con il vento che nel frattempo è girato a N/E e ci porta dritto a destinazione, ma verso le 23 siamo di nuovo fermi. Mancano ancora 15 M e verrà troppo tardi per entrare in Marina, lungo la costa non ci sono altri approdi e si decide di mettersi in cappa fuori per dormire un po' e aspettare le prime luci dell'alba. Ma in cappa non si riesce a stare a causa delle onde incrociate che ci fanno ballare come matti. Il Capitano cazza in centro un pezzettino di fiocco e con la prua a N ci facciamo portare dalle once ad una velocità di 1-2 nodi. Così intanto la notte passa ma in realtà è un incubo; la barca rolla in maniera allucinante e provare a dormire è impensabile. Marco più o meno ce la fa nelle ore in cui gli do il cambio, io passo la notte in bianco ma mi raddolcisce un po' un'alba fantastica dietro al Teide di Tenerife alle nostre spalle mentre entriamo finalmente nel porto di Santa Cruz de La Palma. L'entrata del Marina Real Club Nautico è strettissima per ripararsi bene dalle onde quando soffia da S. I pontili sono quasi vuoti e vediamo subito il pontile di attesa. Che stupidi siamo stati! Avevamo rimosso che in tutti i Marina spagnoli c'è sempre il “Pantalan de espera” che ti permette di ormeggiarti anche quando il Marina è chiuso...potevamo entrare ed evitare la nottataccia là fuori. Sono le 7, vediamo Martigues ormeggiata vicino e ancora immersa nel sonno. Ci sistemiamo al posto assegnatoci e io vado a dormire per tre orette. Al risveglio piove ancora, anzi diluvia! A Gran Canaria ci eravamo dimenticati della pioggia, ma in queste isole più a ovest c'è molto più spesso. Peccato che piova tutta Domenica e tutto Lunedì. L'acqua che scende dalla montagna si riversa nel porto portandosi dietro un sacco di detriti e sporcizia, tanto che l'interno del Marina è marrone e pieno di pezzi di legno. Non è proprio sicuro accendere il motore qui dentro quando è così! Siamo bloccati in barca, ma almeno ci consoliamo con delle docce fantastiche (le migliori trovate finora) in bagni fighissimi! Passiamo il tempo con i nostri amici Beppe, Cri e la Marti e una simpatica coppia di tedeschi, Anniette e Olgar, su di un piccolo catamarano (che si chiama “Indiana” e il tender “Jones”) e due splendidi e biondissimi bambini di 3 e 1 anno e mezzo, Oscar e Willy.
L'isola, così grigia con questo tempo, ci sembra inospitale e le previsioni dicono che la pioggia continuerà. Con Martigues si decide quindi di ripartire l'indomani verso El Hierro anche se danno S per tutta la settimana, cioè vento contro a scendere. Si tira tardi la sera nel pozzetto di Martigues, ma la mattina dopo siamo prontissimi a partire. Sorpresa però: c'è un sole che spacca e tutto sembra stupendo intorno a noi. Beppe e Cri ci propongono di fermarci un giorno in più e noleggiare un'auto insieme. Si fa e tutti allegri si parte. Scopriamo subito un'isola meravigliosa; ce l'avevano detto che era definita “la isla mas bonita”. E' verde, verde, verde! Ritrovo i boschi che mi ricordano il mio Altopiano, l'odore di muschio e l'aria frizzante. Arriviamo in un'area di parco attrezzatissima per barbecues e attività per bambini. Marti rincorre le papere e gli adulti raccolgono more per lei. Pranzo al sacco e poi ci lanciamo su e giù per stradine e gallerie immerse tra le nuvole. Mille tappe per raccogliere lungo la strada mandorle, mandarini, arance, fichi d'india e sterlizie che crescono ovunque. Abbiamo il bagaglio pieno e ci meritiamo un caffè sulla terrazza di un bar con una vista mozzafiato. Ultima tappa alla Lidl, tanto per essere sicuri di tornare carichi e si rientra in Marina, dove ci aspettano gli amici tedeschi con un'ottima pizza fatta nella pentola-forno.
Prossima tappa: El Hierro...intanto un po' di foto di La Palma.














Ciao a Tutti,
in attesa dei venti da Nord eccovi la situazione meteo di oggi dalle Grib file.
Ho finito di aggiornare il Portolano.


lunedì 9 dicembre 2013

domenica 8 dicembre 2013

Ciao a Tutti,
vi esorto a visitare le pagine CONTATTI E FILMATI e PORTOLANO,
sono state aggiornate.
 




 



Ciao a Tutti,
non riesco a dormire, siamo qui in attesa che una bassa pressione passi e ci porti finalmente i venti che ci spingeranno verso Sud, il dove non ve lo dico... leggerete il blog.
Sto caricando le riprese del pescatore e la razza nel porto di Vueltas, ma non posso fare a meno di ripensare agli ultimi mesi e alle sensazioni provate, alle persone riscoperte.
Farò un breve riassunto, probabilmente più per me che per voi.
Uscire dal porto e ancorare: preparare la barca, ricordarsi com'era armata, scegliere il posto, le persone che ci aiutano, la visita della Dogana e il mio senso di rispetto verso le Autorità, le persone che lavorano rivestite di questa autorità e il loro rapporto di sospetto verso tutti. E' incredibile quanto possano sapere di ogni singola persona in poco tempo eppure ... siamo sempre sospettati.
La vita all'ancora: il vento le barche che arano; i vicini, l'aiuto e le informazioni che puoi avere dagli altri naviganti.
La ricerca dei materiali: cosa è legale? L'antivegetativa per le barche da diporto deve essere super rispettosa del mare ma non è così per le navi commerciali.
Cos'è ecologia? Il continente di plastica nel Pacifico e le acque contaminate dopo il disastro alla centrale nucleare di Fukushima, gli sversamenti in mare.
Persone che diventano personaggi.
Alla ricerca della felicità: l'ARC ed il variegato mondo che corre alla ricerca della felicità, dai partecipanti ai lavoratori, dagli organizzatori ai giramondo senza fretta.
Dalla quiete al caos: quando cerchi l'arrivo in un porto e quando senti che è il momento di partire.
Il denaro.
Dalla barca ormeggiata a terra: il tragitto in gommone, le rocce umide e la marea.
La vita semplice  e tutto quello che ci portiamo dietro: barche piccole e barche grandi, persone piccole e persone grandi.
I bambini che vivono in barca.
I ragazzi che vivono in barca.
Gli adulti che vivono in barca.
Gli anziani che vivono in barca.
Come vediamo gli altri come gli altri ci vedono.
To be different.
Organizzazione logistica.
Conoscere persone che già avevi "conosciuto": Mark e Lizbeth, Pierre e Candida, i Buffardo...
Amici e programmi.
Non si è mai pronti per partire... per partire bisogna essere pronti dentro.
Un altro mondo: Taliarte. Siamo di nuovo per aria; o in acqua o in aria, si fa fatica a stare a terra.
Persone che vorrebbero conoscerti e persone che vengono a conoscerti.
Persone che non vogliono conoscerti?
La bicicletta.
I pescatori ed i pesci d'allevamento.









La polvere.
I lavori in barca.
Come passi le giornate?
Ad un metro dall'acqua: siamo pronti per partire? Nulla accade per caso?


Energia: dentro e fuori, pannelli solari ed eolico, basta così poco.



Destini e destinazioni.
Portolani, informazioni o capacità di conoscere?
La conoscenza porta al sapere? Il sapere porta alla conoscenza?
Vento e timone a vento: l'arte di rendere la vita facile; l'ingegno per poter vivere della bellezza.








Dove stiamo andando?
L'arte di rimanere aggrappati a qualcosa: ancorare; l'attesa in mare.
Amici e rapporti.
Esiste un'altro mondo al di fuori di noi.
Ladro di banane.
Navigare e costeggiare.










Navigare con le piante... basilico insalata prezzemolo ...










La notte.
Taliarte, Pasito Blanco, Los Cristianos, Bahia de Ereses, puerto de Vueltas, Playa de Suarez, Playa de Santiago, Santa Cruz de la Palma (un'altra Babilonia?), Hierro la Estaca e la Restinga.




La quiete.

sabato 7 dicembre 2013


Che fine abbiamo fatto? Allora da dove cominciamo.....son così tante le cose da raccontare.
Iniziamo con il fatto che vuoi l'ARC che aveva snaturato un bel po' la nostra vita a Las Palmas, vuoi che i nostri amici e molti altri hanno cominciato ad andarsene...insomma ci siamo detti “che stiamo qui a fare??” e così abbiamo deciso di andare anche noi. E' stato un anno lungo e breve allo stesso tempo, bello e inteso, anche difficile in alcuni momenti ma è stato un percorso che andava fatto. Abbiamo conosciuto tantissime persone, molte di sfuggita e parecchie altre che ci hanno lasciato tanti bei momenti di vita. Abbiamo conosciuto un luogo un po' più a fondo del classico giro da turista e questa terra, anche se può sembrare arida, è stata ricca di emozioni. Ora ci è tornata la voglia di riprendere il mare, ma prima di farlo abbiamo portato Cheri in beauty farm, ossia in cantiere per fare carena. Siamo andati a Taliarte, un piccolo porticciolo di pescatori 10 miglia più a sud di Las Palmas dove alaggio e varo hanno prezzi ridicoli rispetto all'Italia e sopratutto i lavori te li fai tu! C'è però un'importante premessa da fare: abbiamo un nuovo membro dell'equipaggio a bordo, ossia GAS il nostro nuovo timone a vento che abbiamo acquistato da un marsigliese (Pierre) che li progetta e li fabbrica qui con discreto successo. Montato sulla poppa di Cheri lo abbiamo testato subito brevemente andando a Taliarte e il risultato è stato subito buono. Pierre e Candida (la sua compagna) ci hanno accompagnato dandoci tutte le spiegazioni e consigli utili per imparare ad usarlo. Alata la barca ci siamo subito messi al lavoro e in 10 giorni di permanenza abbiamo cambiato la presa a mare dello scarico del bagno, ridipinto di bianco lo scafo (in gergo l'opera morta), pulito, grattato e date due mani di antivegetativa, manutenzione ordinaria motore (olio, filtri, girante …) e messa in opera del nuovo sistema idraulico progettato dal Capitano per avere l'acqua di mare in cucina dalla presa a mare del motore e con l'installazione di nuove valvole di sicurezza su questo circuito. Il tutto fatto dai sottoscritti per la prima volta, ma i risultati sono stati soddisfacenti. Anche qui ci hanno aiutato molte persone locali: Roberto in primis, un pescatore autoctono che, avendo la sua barca in secca in questo periodo per manutenzione, ci ha dedicato molto del suo tempo per darci una mano e preziosi consigli. In cambio ha voluto solo un grazie e una fetta di tiramisù. Anche Paco, già amico a Las Palmas, abitando in zona ci ha prelevato con l'auto e scarrozzato in giro per comprare il materiale e arrangiando poi una cenetta molto familiare a casa sua con sua moglie Ana. Sicuramente l'ospitalità e la simpatia dei Canari sarà la cosa che ricorderemo di più. Dopo 10 gg sollevati in aria e vedendo dall'alto la quotidiana e serena vita del porticciolo, con i vecchi che giocavano a domino seduti all'ombra sotto le barche in secca e i profumi che ci arrivavano dal ristorante della Confraternita dei pescatori, è arrivato il giorno di rimettere Cheri in acqua e il simpatico Gerardo, addetto al carro ponte inizia le manovre ma quando la barca è a 1 metro dall'invaso il carro ponte si guasta e per qualche ora resta sospesa sulle fasce fino a che non riparano il tubo che si era rotto. Ora però è tardi per mettersi a navigare verso sud e quindi ci offrono ospitalità all'interno del molo attaccati alla banchina dei pescherecci dove rimaniamo una notte in più con non pochi sforzi per rendere l'ormeggio stabile anche con la marea ed evitare di rifare la fiancata nuova sul cemento del molo. E finalmente si riparte, è il grande giorno! Aria frizzante e sole, così l'oceano ci ridà il benvenuto. Con una ventina di nodi in poppa si scende che è un piacere e GAS ci fa vedere subito cosa sa fare. Fantastico! Quasi al faro di Maspalomas il vento gira e ce lo ritroviamo in faccia così si prova anche la bolina dopo tanto tempo e prima del tramonto siamo ancorati al riparo in una baietta appena fuori dal marina di Pasito Blanco. Splendidi colori di fine giornata e notte tranquilla cullati dentro Cheri. Secondo giorno, seconda destinazione: Tenerife. Lasciamo dietro di noi Gran Canaria con il rumore del motore che ci accompagna trovando il vento solo dopo 3 ore.. E' risaputo che fra le isole il vento si incanala con forza e infatti poco dopo aver visto le prime “ochette” sulle onde e issato le vele ci ha accolto un bel N-N/E forza 5 che per tre ore ci ha fatto tenere una media di 6 nodi. Poi al tramonto di nuovo motore. Alle 23,30 atterriamo nel porto di Los Cristianos e diamo ancora seguendo le istruzioni del nostro portolano che però è datato 2004. Non c'è nessuno e la cosa ci sembra un po' strana. Notte con qualche rollatina e alle 7 ci danno la sveglia dei simpatici pescatori che ci “bussano” per avvertirci che il porto ci sta chiamando per avvertirci dell'imminente arrivo del ferry. Dobbiamo spostarci subito! Ci invitano gentilmente ad ancorarci fuori dal porto davanti alla spiaggia a nord appena fuori, dove infatti poi vediamo tutte quelle barche mancanti che ci aspettavamo di trovare la sera prima! Colazione veloce e via di nuovo verso la Gomera. Tenerife l'avevamo già visitata a Gennaio quindi non ci soffermiamo oltre anche perchè Los Cristianos è un altro agglomerato di cemento consistente in una schiera di alveari, pieno di luci e insegne a neon, insomma un'altra Babilonia (definizione di Pierre) poco attraente. Ancora 3 ore e mezza di motore e altro canale tra le isole che ci fa passare improvvisamente da 0 a 25 nodi. Il cappellino del Capitano ci abbandona svolazzante per tuffarsi in mare e passiamo le prossime 3 ore con randa a 2 mani, mezzo fiocco e GAS che dà il meglio di sé usando l'ala per il vento forte. Nel frattempo si passa da sole con cielo azzurro a nuvole basse con pioggia e grandi spruzzi , di onde. E nuovamente all'approssimarsi dell'isola de La Gomera il vento se ne va e ritorna anche il sole. Sembra proprio che ci sia una corsia nel mezzo fra le isole e si vede chiaramente. Vogliamo andare alla Valle Gran Rey ma ci ripensiamo quando mettiamo il naso fuori dal capo sud ovest, Puenta del Becerro, visto che c'è N/O e lì saremmo troppo esposti per cui dietro front e ci ripariamo in una splendida baia, La Playa de Erese, a 2 M a est del Capo. Diamo ancora su 10 mt di fondale di sabbia e poco dopo se ne vanno le due barche vicine lasciandoci soli e tranquilli. Da qui siamo ripartiti con calma il giorno dopo verso Puerto de Las Vueltas (Valle Gran Rey) con pochissimo vento e a motore poi per le prime 3 M e poi di colpo ritrovandoci in faccia un ventone di circa 30 nodi!!! a raffiche che scendeva violentemente dalle montagne della costa. Finalmente arriviamo dandocene di motore e cerchiamo un posto confortevole riparati sotto la costa a strapiombo nella piccola insenatura dell'avamporto. Ci sono altre due barche all'ancora e il posto fra le due non ci convince molto quindi ridiamo catena davanti alla spiaggetta nella zona S/E. Il Capitano sta usando un grippiale per segnalare l'ancora e in un momento di “intervallo” della manovra per venire a parlare con me al timone, la cima se ne va in acqua e dopo pochi secondi il motore si spegne. Marco realizza l'accaduto e PANICO! Cima nell'elica!! Trafelato si butta in acqua e ne esce poco dopo con la cima che non ha dovuto tagliare perchè fortunatamente non si era incastrata così brutalmente visto che il motore era in folle. Controlliamo subito l'asse dell'elica e sembra tutto a posto anche se c'è sempre qualche trafilamento. Ripresi dallo spavento finiamo di dare ancora. Sopra di noi c'è una gola nella montagna dove il vento si infila fischiando e tirando di brutto, facendoci passare una notte un po' agitata. La mattina dopo ci spostiamo nel posto lasciato libero da una delle barche e con calma gonfiamo il tender per scendere a terra. Il paesino è gradevole e affollato di tedeschi un po' hippy. Uno di questi ci regala uno “strumento magico” per suonare che ha appena staccato in quantità da un albero, ossia una grossa carruba che con i suoi semi ricorda il suono delle maracas. Al porto invece troviamo un simpatico pescatore che sta dando spettacolo nutrendo un'enorme manta che lo va a trovare tutti i giorni da 40 anni! Caña al baretto laido e poi si ritorna in barca con l'idea di fare una gita nell'isola il giorno dopo. Dovrebbe esserci Forza 2/3 da S, invece il giorno dopo c'è forza 6!! L'acqua polverizza sulle creste delle onde creando lunghe strisce bianche. (Certo che il meteo qui non ne azzecca una!). In tutto questo casino il nostro amico Brontolo (generatore eolico) decide di lasciarci staccandosi di netto dalla base. Disastro!!! Completamente rotto e noi completamente affranti!!! Passiamo tutta la giornata in barca con un po' di tensione. (Nota tecnica per gli esperti: avendo dato 45 mt di catena con ancora CQR su un fondale di 11 mt e non potendo allungare la linea di ancoraggio a causa dei bassi fondali alla nostra poppa, il Capitano decide di utilizzare la tecnica del salmone facendo scendere lungo la catena la nostra seconda àncora con 10 mt di catena del 6 per tenere bassa la linea di tiro sull'àncora. Issiamo la mezzanina con 2 mani per limitare il brandeggio e fortunatamente tiene!) Alla sera finalmente cala un po' e ci dà tregua nella notte. Verso mattina arrivano le onde che ci fanno rollare alla grande. Situazione scomodissima, prego il Capitano di portarmi via. Ripartiamo senza vento e sotto una pioggia incredibile (incredibile per le Canarie!). Tre ore di motore verso S alla ricerca di una baia riparata dal S/O previsto per oggi. La troviamo dopo il Puerto di Santiago, dove non si può stare perchè entra troppa onda. Un po' più ad E diamo ancora nella Playa di Suarez su 10 mt di fondale, tanto per cambiare! Il 29 mattina ci spostiamo nuovamente al Puerto di Santiago dove ora c'è calma e diamo àncora davanti alla spiaggia. Scendiamo con il tender al molo dove c'è un gran fervore e casino di gommoni, camion e gente. L'addetto alla sicurezza ci spiega che stanno girando un film su Moby Dick. C'è una grande baleniera, perfettamente riprodotta come all'epoca con altri barchini in legno che stanno girando appena fuori dalla costa; c'è persino un elicottero che riprende. Santiago è molto carina, super animata dall'evento film che porta lavoro e allegria. Prendiamo l'autobus che ci porta a S.Sebastian, la capitale, ma ci delude un po'. C'è però una bella spiaggia vulcanica a ridosso del Marina, quest'ultimo ovviamente lo visitiamo e vi troviamo dei gruppi di "matti" che si stanno preparando per attraversare l'Atlantico a remi, su delle specie di piccole imbarcazioni che sembrano shuttles-canoe, ma super equipaggiate. Sono in due per barca, tempo previsto per il crossing: 45 giorni. Ci dicono che il record è di 18 gg!! Torniamo a Santiago e ci concediamo un tranquillo ape in un baretto sulla spiaggia con Cheri che dondola davanti a noi.
To be continued.....


 Le barche dell'ARC addobbate a festa con il gran pavese prima della partenza










e si comincia il restauro di Cheri....
gira gira l'antivegetativa....





                                                                                                           
opera finita. Sotto la lavanderina che lava i fazzoletti

 
 e Cheri rimane sospesa a 1 metro dall'invaso












poi finalmente si parte ... e pure a farfalla!

 godendoci il primo tramonto al largo dopo tanto tempo


e i primi 25 nodi di GAS (timone a vento)


Sempre lui: l'Oceano

                               e Cheri sotto la scogliera nel Puerto de Las Vueltas

                                                      Ladro di banane!!
                                               
                                                            e la manta gigantesca

                                     barca in secca a fine giornata con il pescado fresco

                               
                               
           e tanta voglia di remare!!

la casa di Colòn (Colombo) a S.Sebastian            
(me aveva case ovunque alle Canarie!!)

la spiaggia vulcanica
La Gomera e la Baleniera



Aperitivo con vista ...Cherazada