lunedì 24 febbraio 2014

Ciao a Tutti,
nota sulla navigazione sottovento alle isole: premesso che la mia è una gran piccola esperienza, ma in questi giorni penso d'aver capito che il vento si incanala in queste vallate che si aprono sulla costa sottovento a ventaglio. Nel caso luoghi come la rada di Fort de France e l'ingresso a Le Marin il vento corre in questi canali naturali e si rinforza. Quindi le navigazioni sottovento fino ad ora si sono rivelate con mare piatto, raffiche anche violente in corrispondenza di alcune vallate, con andature che sono prevalentemente al traverso per poi ruotare dalla poppa piena alla bolina.
Spesso abbiamo visto barche con vele ridotte o barche completamente invelate straorzare su alcune raffiche.

domenica 23 febbraio 2014

Ciao a Tutti,
si il percorso ne è valsa la pena. Quello che personalmente mi è mancata è stata una guida che mi spiegasse tutte le cose che abbiamo visto, i profumi che abbiamo odorato.
La storia di quei posti, i rimedi e le risorse di quei luoghi.
Alla fine sembrava tutto ripetitivo, non sapevo che alberi fossero, non conosco nulla. Il pensiero è subito andato a tutte le conoscenze perdute, certo avessimo avuto internet forse qualcosa avremmo potuto recuperare, ma le conoscenze come venivano trasmesse un tempo, erano differenti, riguardavano il luogo dove era necessario vivere e sopravvivere. Riguardavano la cura del territorio. Ora voliamo da un luogo ad un altro e ci infiliamo da un Mc Donal'd ad un altro perchè sappiamo cosa troviamo e ne siamo rassicurati.
All'arrivo del sentiero un edificio che era la vecchia stazione termale, lì 2 donne stavano lavandosi. Sopra, al termine de lla strada asfaltata un edificio dal quale proveniva musica. Rasta che sedevano davanti a quelle che potevano essere case in una palazzina in un quartiere popolare di qualsiasi periferia urbana. Solo che qui erano immerse in una lussureggiante vegetazione tra 2 ruscelli.
Ci siamo seduti abbiamo mangiato paghi della nostra camminata, qualche briciola ad un uccellino temerario che ha sfidato la presenza di un gatto venuto a ruffianarci.
Poi abbiamo intrapreso il ritorno, bagnati da una pioggerellina per nulla fastidiosa, le scarpe completamente infangate, gli occhi pieni di questo verde.

venerdì 21 febbraio 2014




Ciao a Tutti,
comunque ne approfittiamo per dedicare un giorno ad una camminata in uno di questi percorsi segnalati. Prendiamo l'autobus 25 fino al capolinea dopo Jardin de Balata, un parco botanico dalla quale ci teniamo alla larga visto il prezzo del biglietto, e ci dirigiamo verso la vecchia stazione termale di Absalon. La strada è asfaltata ma la vegetazione che la circonda ed in alcuni punti la sovrasta è IMPRESSIONANTE!!! tanto che spesso vorremmo avere con noi El Pollo ed il Pancho per ridere con loro.
Finalmente troviamo l'inizio del percorso, difficoltà media, 4 KM per 2 ore di cammino. Partiamo verso le 11.30 e saremo all'arrivo dopo le 15, abbiamo anche fatto una deviazione di circa 45' cercando un altro bello scorcio ma ci siamo solo fermati a fare un PICNIC A 14° 41',319 N 61°05',895 W senza trovare quello che speravamo di trovare. Il cammino è risultato molto più impegnativo e di conseguenza abbiamo impiegato più tempo a causa delle nostre gambe sicuramente non più abituate a camminare ma anche da un terreno in alcuni tratti molto fangoso che ci costringeva a sondare con un bastone dove poter passare. Oltre ovviamente al tempo utilizzato per scattare innumerevoli fotografie. Eccovene un po', le altre appena riusciamo.
 




 Siamo a 400 mt d'altezza ma sulla nostra strada appare ...



 







 Sempre ai lati della strada incontriamo questo canneto... non se ne vede la fine



 


 e non siamo ancora arrivati al sentiero...
Ciao a Tutti,
siamo un po' pigri col blog in questi giorni, un po' perchè non troviamo Internet libero, ed un po' perchè questa natura e queste baie letteralmente ti fanno loro. L'unica cosa che disturba sono le piogge che praticamente tutti i giorni ci puliscono la barca …. Ma Silvia ne è spesso disturbata nei suoi programmi, cosicché spesso rinunciamo a qualche programma per evitare “l'acqua dolce”. 
 





 Ancora Anse Noir





Scorci al tramonto da Anse Noir

 


Le piogge qui sono fondamentalmente di 2 tipi: più frequenti sono le pioggerelline fini, durano da pochi secondi a delle ore intervallandosi a minuti senza alcuna gocciolina; più rare piogge fitte di alcuni minuti che però nascondono completamente la visuale, delle vere e proprie bombe d'acqua.
Il prossimo lavoro per Chery sarà quello d'ingegnarsi a costruire un telo per la raccolta dell'acqua piovana.
Eravamo comunque rimasti a all'arrivo a Fort de France. La città è molto grande con un mix di costruzioni moderne e di vecchie case di legno, nell'insieme molto pittoresco. Non ci fermiamo molti giorni giusto il tempo di verificare che: nella rada di adiacente alla città dove ormeggiano le barche vi è un via vai continuo, si viene qui per rifornimenti e poi via; le barche si muovono molto per le raffiche che spirano con angoli differenti e per un po' di corrente; non vi sono autobus pubblici per l'isola ma solo per la città e zone limitrofe; che la natura qui offre molto; che le persone in queste grandi città ti danno sempre un senso di insicurezza, il numero degli sbandati è maggiore e si vedono.






Arrivando a Fort de France


sabato 15 febbraio 2014

Ciao a Tutti, 
abbiamo trascorso un altro giorno a Le Marin, poi ritorniamo a Saint-Anne, ma stavolta davanti alla spiaggia. Rimaniamo qui alcuni giorni, il tempo per un paio di bagnetti, per assaporare la spiaggia di sabbia chiara e la temperatura mite dell'acqua. Il paesino è un concentrato di attività turistiche e case per le vacanze ma senza essere invadenti perse come sono nel verde. Gironzoliamo un po' per il mercato e per le stradine adiacenti piene di bar restauranti e negozietti. In sintesi un posto tranquillo che vive di turismo.












































































































 Nell'andare e tornare da Le Marin abbiamo incrociato le imbarcazioni locali, le Yoles, dotate di vela quadra e lunghe aste per compensare col peso dell'equipaggio allo sbandamento.









Ma è arrivato il momento di spostarci, vogliamo risalire lentamente fino in Guadalupe. Prossima tappa? Fort de France, vogliamo approfittare per una camminata su di uno dei sentieri dell'isola, sia per muovere un po' le gambe, sia per vedere un po' di questa rigogliosa vegetazione. Purtroppo ci imbattiamo, durante la navigazione verso la nostra meta, in una baia, scovata da Silvia sul portolano, Anse Noir.










                                               Uccellino al bar






Strettina ma ci affascina talmente che decidiamo di passare qui 3 notti. Saranno state le stelle marine gialle sul fondo del mare, la tartaruga che nuotava vista da Silvia, insomma per noi ne è valsa proprio la pena; sullo sfondo le luci di Fort de France con il suo faro ci ricordavano che prima o poi avremmo dovuto rituffarci in una Babilonia. Appuntamenti su internet provviste e la visita all'interno ci chiamano.

venerdì 14 febbraio 2014

 la vista alla mattina del nostro atterraggio


un Amel Euros .... 






 tra una pioggia ed un'altra al pontile del marina di Le Marin










compagni di bevute per festeggiare Silvia ed il suo compleanno caraibico (Holdgar del S/Y Indiana)

martedì 11 febbraio 2014

Ciao a Tutti,
vediamo un po' sicuramente siamo stati un po' pigri in questi giorni.
Vi faccio un riassuntino di questi giorni: arrivati come spero abbiate letto di fronte al paesino di Saint-Anne vi siamo rimasti per 2 giorni senza neppure fare l'ingresso alla dogana in Martinica. Il paesaggio, l'acqua calda e la voglia di rilassarci hanno prevalso sulle formalità da espletare. La nostra bella bandiera gialla (che nel codice di segnalamento marittimo indica un'imbarcazione che richiede di poter espletare le pratiche per poter entrare in un nuovo Stato) issata sulla dritta dell'albero di maestra faceva bella mostra di se. Finalmente il 3° giorno ci decidiamo ad entrare nel canale che conduce alla fine del CUL-de-SAC de le Marin; in pratica un Hurrican hole dove si sono sviluppate le maggiori attività inerenti le attività di noleggio e della nautica da diporto in generale.
I contrasti anche qui non mancano: siamo in Francia, la Martinica è un DOM (uno di quei possedimenti d'oltremare che resistono dall'epoca del colonialismo), i prezzi sono paragonabili ad una qualsiasi capitale europea, ma molte case sono baracche; poi vi è il marina nuovo, cemento e vetrate, contro assiti e case in stile simil coloniale; infine le barche: un marina sempre pieno dove i catamarani e le imbarcazioni sopra i 50 piedi la fanno da padrone mentre all'ancora un variegato e incredibilmente grande numero di imbarcazioni di ogni forma e materiale e dimensione dondolano pigramente: ed il clima... acqua decisamente più calda ed in cielo una continua alternanza di nubi e sole pioggia e vento.
Arriviamo tardi al posto di dogana, abbiamo delle indicazioni vecchie, è stato traslocato nella parte nuova e qui alle 18.00 locali (in pratica al tramonto) chiudono quasi tutti. Ci accontentiamo di un giretto alla ricerca di un market ma pare che sia a 15 Km (la notizia è errata o come si manifesta poi il nostro francese è da ripassare, o meglio studiare velocemente). Tornati verso il marina scopriamo una navetta verso un Carrefour... bisogna acquistare almeno 150€ ma gli siamo simpatici è l'ultimo giro poi si chiude ed allora abbiamo 40' per poter fare la spesa.
Torniamo in barca e per la 3° notte non abbiamo ancora regolarizzato la nostra entrata in Martinica.
Ma qui vi sono talmente tante imbarcazioni che pare non interessare a nessuno. Inoltre con tutta la loro storia di pirati e combattimenti e contrabbandieri e chissà cos'altro, noi siamo ben misera cosa.
Sono stati 2 giorni di sole e temperatura mite, ma oggi il terzo giorno piove; provo distrattamente a chiamare Martigues al VHF e la risposta arriva, stanno per arrivare ma oggi è tutto un susseguirsi di groppi e piovaschi con nuvole nere che si muovono nel cielo velocemente; i giorni scorsi erano bianche e pigre. Scendiamo a terra per fare acquisti di cime che si sono usurate durante la traversata e per fare finalmente dogana. Che differente da Capo Verde: là in un'impeccabile divisa un militare della polizia marittima compilava carte ma si aveva un contatto umano, tra Creolo Portoghese e Spagnolo qualcosa si riusciva a comunicare; qui si entra in capitaneria una molto piacevole signorina da dietro un bancone con un sorriso indica una saletta dove vi sono 5 computer (ordenatur) dove si compila un modulo lo si stampa si torna da loro, mettono un timbro, molto gentilmente si pagano 5 euro (7€ per ogni isola a Capo Verde dove si faceva l'ingresso ma non l'abbiamo fatto in tutte...) e si va via....
Per tornare in barca facciamo un giro largo ed andiamo a visitare le varie baiette che sono poi i punti maggiormente protetti dagli uragani. Qui scopriamo un gran numero di barche abbandonate e semiaffondate, facciamo la conoscenza di Franco e Silvana della barca Scherzamica, vivono qui e si spostano per lavorare come skipper e hostess per dei russi. La barca è piazzata qui con 5 ancore in tutte le direzioni a ridosso delle mangrovie, mi spiace non averla fotografata. Rientriamo in barca e nel pomeriggio torniamo per finire la spesa dei materiali per la barca schivando i piovaschi, mentre rientriamo troviamo i nostri amici che stanno sbarcando! E' il compleanno di Silvia ed allora cerchiamo un posticino in spiaggia dove i bimbi dopo 15 giorni di traversata possano giocare e noi ci scambiamo le nostre “avventure”. Sicuramente a Silvia mancano le sue amiche e le loro chiacchiere veloci e taglienti... ma anche qui non è male, i piedi nella sabbia e un calore che non da fastidio. Certo lei vorrebbe qui le sue amiche, lo si nota che le mancano.
P.S. non riesco a caricare le foto... sarà per la prossima volta