venerdì 11 gennaio 2013
giovedì 10 gennaio 2013
Ciao a tutti, so che siamo un pò scarni di notizie in questi giorni, ma tornare a scrivere dopo i forti sentimenti non viene di getto. Grazie per le belle parole ricevute. Volevo condividere con voi alcuni momenti di quella camminata:
in spiaggia accompagnato da queste lucertoline.
Questa foto anche se non ci crederete è una foto alla luna col sole che già rischiarava il cielo.
in mezzo a quel paesaggio desertico in alcuni Barranchi dove scorreva costantemente acqua, alcuni solitari testardi hanno costruito delle vere e proprie oasi, case alimentate da pannelli fotovoltaici o piccoli generatori per piccoli lavori. Questo il più organizzato si muoveva con un mulo (unico mezzo per il trasporto di materiali) aveva un laghetto con pesci rossi e una depandance in fase di completamento per gli ospiti, oltre a questo splendido orto.
Il silenzio che mi ha accompagnato per tutta la camminata era incredibile. Soprattuto il 31, partito alle 6 di mattina con la luna che rischiarava il sentiero (segnato male, mi sono perso almeno 4 volte) è stato incredibile, lasciare il rumore delle onde sui sassi e inerpicarspi nel silenzio verso la luna...
Per poi scoprire queste oasi...
alla prossima
Marco
in spiaggia accompagnato da queste lucertoline.
Questa foto anche se non ci crederete è una foto alla luna col sole che già rischiarava il cielo.
in mezzo a quel paesaggio desertico in alcuni Barranchi dove scorreva costantemente acqua, alcuni solitari testardi hanno costruito delle vere e proprie oasi, case alimentate da pannelli fotovoltaici o piccoli generatori per piccoli lavori. Questo il più organizzato si muoveva con un mulo (unico mezzo per il trasporto di materiali) aveva un laghetto con pesci rossi e una depandance in fase di completamento per gli ospiti, oltre a questo splendido orto.
Il silenzio che mi ha accompagnato per tutta la camminata era incredibile. Soprattuto il 31, partito alle 6 di mattina con la luna che rischiarava il sentiero (segnato male, mi sono perso almeno 4 volte) è stato incredibile, lasciare il rumore delle onde sui sassi e inerpicarspi nel silenzio verso la luna...
Per poi scoprire queste oasi...
alla prossima
Marco
lunedì 7 gennaio 2013
Ciao a tutti, è con grande piacere che torno a scrivervi.
Oggi per la gioia di Valentina nessun commento tecnico e per i vostri cuori nessuna introspezione, ma solo la piccola descrizione di ciò che è accaduto venerdì sera.
avevamo finito di vedere un film... ed allora un pò di musica!!!! (Vi prego di guardare il video prima di proseguire)
http://www.youtube.com/watch?v=Yfka9m6NhzE
quando ho visto muoversi una piccola cucaracha.
Non è una cosa strana per una barca, in tutte le case se ne possono trovare, quindi anche nella nostra casetta è arrivata; portata da uno zaino, come larva in qualche verdura o dentro qualche cartone, aggrappata ad una cima d'ormeggio... tant'è che era con noi.
Ovviamente ho fatto la mia parte di maschio cacciatore (tralascio l'atteggiamento di Silvia) e dopo aver eliminato la bestiolina, abbiamo installato la scatolina magica.
Ma la parte migliore è stata la netta, decisa, indiscutibile presa di posizione di Silvia sull'assoluta necessità di installare le trappole.
I nascondigli sono molti ed allora alla caccia (di sabato in spagnolo e dopo aver cercato altre informazioni sul WEB... incredibile le cose che si possono trovare: anche un'antenna per ricevere WIFI fatta con barattoli di latta...) dell'acido borico in polvere, visto che Silvia l'aveva messo nelle dotazioni della barca proprio per questa evenienza ma purtroppo in soluzione del 3%, ovvero assolutamente inutile.
Non vi racconto la preparazione della pappetta per le cucarache (chiamate così possono sembrare perfino simpatiche bestioline), la scelta strategica per il posizonamento delle trappole e le mie incursioni notturne per verificare che non ve ne fossero altre... fino ad ora tutto bene.
e per gli amanti delle foto eccovene alcune delle remote zone nell'ovest di Gran Canaria.
Oggi per la gioia di Valentina nessun commento tecnico e per i vostri cuori nessuna introspezione, ma solo la piccola descrizione di ciò che è accaduto venerdì sera.
avevamo finito di vedere un film... ed allora un pò di musica!!!! (Vi prego di guardare il video prima di proseguire)
http://www.youtube.com/watch?v=Yfka9m6NhzE
quando ho visto muoversi una piccola cucaracha.
Non è una cosa strana per una barca, in tutte le case se ne possono trovare, quindi anche nella nostra casetta è arrivata; portata da uno zaino, come larva in qualche verdura o dentro qualche cartone, aggrappata ad una cima d'ormeggio... tant'è che era con noi.
Ovviamente ho fatto la mia parte di maschio cacciatore (tralascio l'atteggiamento di Silvia) e dopo aver eliminato la bestiolina, abbiamo installato la scatolina magica.
Ma la parte migliore è stata la netta, decisa, indiscutibile presa di posizione di Silvia sull'assoluta necessità di installare le trappole.
I nascondigli sono molti ed allora alla caccia (di sabato in spagnolo e dopo aver cercato altre informazioni sul WEB... incredibile le cose che si possono trovare: anche un'antenna per ricevere WIFI fatta con barattoli di latta...) dell'acido borico in polvere, visto che Silvia l'aveva messo nelle dotazioni della barca proprio per questa evenienza ma purtroppo in soluzione del 3%, ovvero assolutamente inutile.
Non vi racconto la preparazione della pappetta per le cucarache (chiamate così possono sembrare perfino simpatiche bestioline), la scelta strategica per il posizonamento delle trappole e le mie incursioni notturne per verificare che non ve ne fossero altre... fino ad ora tutto bene.
e per gli amanti delle foto eccovene alcune delle remote zone nell'ovest di Gran Canaria.
sabato 5 gennaio 2013
Ricevo e trasmetto
C'è chi....
C'è chi
ci sta vicino
perchè siamo soli,
in mezzo a una strada,
stanchi,
per compassione.
C'è chi
ci vorrebbe stare vicino
solo perchè siamo così
come siamo.
C'è chi....
C'è chi
ci sta vicino
perchè siamo soli,
in mezzo a una strada,
stanchi,
per compassione.
C'è chi
ci vorrebbe stare vicino
solo perchè siamo così
come siamo.
C'è chi
ci mostra la nostra immagine
come in un vetro riflettente,
magari sporco
come quello di certe auto.
C'è chi
è come uno specchio,
lucido.
C'è chi
ci incontra.
C'è chi
ci aspetta
venerdì 4 gennaio 2013
La vita ci riserva sempre
delle sorprese, a volte belle altre volte meno, ma sono sorprese che
comunque portano un effetto.
Quando abbiamo iniziato
questo viaggio abbiamo subito perso di vista il vero senso di esso,
quello che aveva sostenuto il nostro sogno nei due anni precedenti e
che ci aveva dato il coraggio di mollare tutto e partire. Il senso
era di trovare la nostra perduta o forse mai avuta serenità
interiore in qualche posto del mondo, che ci permettesse di vivere
con uno stile di vita ben diverso da quello che lasciavamo, più
semplice sicuramente ma più genuino, più naturale.
E l'impresa più
ardua come ho già scritto è viaggiare dentro noi
stessi...io non l'ho fatto...Marco sì.
Io sono partita carica di
convinzioni, piena di energia e motivazioni, ma con la stupida
illusione che solo una volta arrivati nel posto ideale avrei
cominciato ad essere quella persona che mi piacerebbe essere. E
quindi il viaggio è diventato subito una corsa per arrivare
là, ma dove là? Brasile? Pacifico? Nuova Zelanda? Cosa
significano questi posti? Felicità? Serenità?
Cambiamento interiore?
Sì, pensavo
questo...ero convinta che questi paesi così diversi dalla
nostra Europa fossero in grado di farmi fare quel passaggio, quel
click per staccare completamente dalla vita di prima e quindi tutto
quello che vivevamo sulla strada era poco significativo, piacevole..
questo sì, ma non determinante per il mio scopo. Bisognava
andare, correre, mettere a posto la barca e andare di là prima
che finisse la stagione per farlo. La stessa cosa faceva Marco, ma
lui aveva già cominciato, forse inconsciamente, un cambiamento
interiore.
Le difficoltà che
abbiamo incontrato, la sfortuna che ci ha accompagnato in diverse
occasioni è stata da noi ingigantita come una vera e propria
sventura che voleva impedire il nostro proseguimento, ma a ripensarci
ora vedo tutto come normale, come un qualsiasi inconveniente che ti
capita a casa nella quotidianità (la lavatrice che non va
più, la macchina che non parte, il portafoglio o il cellulare
perso e così via...) solo che tutte queste cose sai come
gestirle perché sei nel tuo ambiente, conosci la procedura e
diventa solo un fastidio. In barca invece, quando vivi tutto per la
prima volta e in un ambiente che non sai come funzioni, la difficoltà
della lingua, la nostra stessa diffidenza, fanno diventare questi
incidenti montagne da scalare e ti ritrovi spossato e amareggiato
solo per non saper come recuperare un'ancora o cambiare un boma.
E questi stress forse ci
hanno indebolito, ci hanno messo la paura addosso di non farcela e se
poi ci metti anche che io queste cose me le facevo scivolare addosso
perché tanto c'era Marco che ci pensava e che quindi era lui
ad avere sulle spalle tutto, compresa la responsabilità di me,
il peso di non deludermi e di farmi felice, il dovere di soddisfare
anche le aspettative degli altri ragazzi che tanto hanno fatto per
noi in queste settimane, la conseguenza logica è una bomba
che scoppia.
E così è
stato, anche se le avvisaglie c'erano state, parole dette e paure
raccontate ma poi rinascoste sotto un'apparente tranquillità,
tutto ritornava normale e si andava avanti progettando lavori, date
di partenza, porti di arrivo. Quindi perché preoccuparsi? Non
ho notato che il mio capitano diventava magro e spento, non ho capito
che aveva bisogno che io mi curassi di lui, ma anzi mi innervosivo
perché le sue paure si manifestano sotto forma di continui
rimproveri e un continuo riprenderci sui nostri errori che lo
rendevano pesante e spesso insopportabile. Per cui era più
facile che andassimo allo scontro piuttosto che al dialogo e alla
comprensione.
Neanche il giorno della
prevista partenza non mi sono preoccupata quando il suo malessere è
sfociato in una pseudo influenza, neanche quando ci ha detto dei
suoi timori e la sua volontà di andare in “meditazione”
solitaria per un paio di giorni e quando l'ho visto tornare con il
sorriso il pomeriggio dell'ultimo giorno dell'anno ero convinta che
avesse superato tutto. Abbiamo trascorso un Capodanno allegro e
tranquillo con i nostri amici sulla barca di Jean-Michel e abbiamo
brindato al nuovo anno con i suoi racconti sui paesaggi visti durante
il suo cammino.
Solo il giorno dopo mi ha
confessato la sua intenzione a fermarsi, a parlarmi del suo blocco
solo al pensiero di riprendere il mare e da lì è
partita la mia disperazione, mi sono vista crollare i miei sogni
come un castello di carte e ancora una volta sono stata sopraffatta
dal rancore invece della comprensione. Ok l'onda mi ha travolto, ma
dopo aver versato tutte le lacrime che potevo ho cominciato a
parlare, ad ascoltare anche punti di vista esterni e in un attimo
tutto è stato chiaro.
Sono tornata da Marco per
riabbracciarlo e dargli il mio conforto. Abbiamo parlato e riparlato
per cercare di dare un nome o una colpa a questa brusca frenata, ma
non ci sono fantasmi del passato a cui dare una colpa, non ci sono
psico-drammi irrisolti o sensi di colpa troppo grandi per quel che
abbiamo lasciato irrisolto...anzi sarebbe facile dare la
responsabilità a questi.
Ma io credo che
semplicemente sia stato fatto un passo importante verso quel click
che volevamo ottenere....un primo step di quel famoso viaggio dentro
di noi.
Non importa quanti paesi
visiteremo e quanti non riusciremo a vedere...il senso di questa
avventura non è mandarvi una collezione di splendide cartoline
o raccontarvi di grandiose imprese veliche, ma parlarvi di un
percorso nostro che speriamo ci faccia crescere e diventare un po'
più saggi e sereni.
Abbiamo deciso che ci
fermiamo qui...non qui a Las Palmas, troveremo un posto tra queste
isole. Vogliamo finalmente adagiarci a quel dolce far niente per un
po', senza l'ansia della barca da mettere a punto per partire, che
invece diventerà semplicemente una casa per qualche tempo,
cammineremo di più e vivremo di più con le altre
persone di quei luoghi. Ci saranno giorni di passeggiate, nuotate,
letture e racconti. Non faremo ancora programmi...si vedrà
strada facendo.
giovedì 3 gennaio 2013
PERCHE' NON CI SIAMO FATTI PIU' SENTIRE......
Giovedì 27 dicembre
Ciao a tutti, ieri siamo andati a fare cambusa, quella grossa, quella che si fa prima di una partenza.
Siamo ormai pronti, mancano gli ultimi dettagli. E' arrivato anche Jacopo. Siamo un po' strettini, ma siamo comunque riusciti a stivare tutto. 100 litri d'acqua solo da bere oltre 50 litri di bibite, 450 litri d'acqua nei serbatoi per far da mangiare e altro, 60 litri in taniche esterne più 30 in bottiglie residue, non ricordo quanti kg di pasta e riso ma insomma una spesona, finita nella capiente pancia di Chery, per un'attimo ho temuto di non riuscire a farci stare tutto, siamo in 5 e le bocche da sfamare non mancano anche se l'attenzione principale è sempre per l'acqua.
Ieri col vento a forza 5 e rafficato non abbiamo ritenuto opportuno andare a provare le modifiche fatte, proveremo oggi.
Ci mancheranno quindi i dettagli e poi si va.
E' arrivato anche il pacco tanto atteso da Cupido. Anche se è stata un'odissea rintracciarlo.
Le tensioni di un comandante sono tante prima di una partenza soprattutto se si tratta di uno come me, un po' ansioso, che vuole sempre verificare tutto di persona. Questo spesso viene inteso come mancanza di fiducia, ma non è così, perché allora si dovrebbe dire che non ho fiducia neppure in me stesso visto che verifico anche quello che ho fatto io... E' piuttosto un'insicurezza interiore che io ritengo essermi vitale, quante volte non ho controllato un particolare e poi me ne sono pentito? La definirei una paura vitale, quella parte oscura di “cose” che non possiedi, che non sono proprio tue, che non fanno parte di te, quindi devi controllare, osservare, mantenere sotto vigilanza. Quella che ti fa perdere energie ma che sai che ti proteggerà da errori banali. Tra poco ritorneremo nell'emisfero liquido, dove il vento corre libero, portando con se nuvole e sogni.
Passeggiando sulle banchine di questo nodo dell'umanità dondolante, si trova di tutto. Anche di più di quello che si è sentito narrare o che si pensava già di conoscere.
Le storie si accavallano, le barche in banchina o alla fonda sono tutte diverse. Certo hanno alcune caratteristiche comuni, ma non al 100%. C'è chi sceglie l'eolico, chi il solare, chi il motore, chi il generatore, chi il generatore a trascinamento nell'acqua, chi di non consumare...
Tutte le barche hanno una loro filosofia, tutte hanno un comandante che deve comunque sottostare ad altri comandanti (armatori, mogli, figli...) solo i solitari sfuggono a questa logica. Sarà per questo che sono così affascinanti? Hanno barche strane attrezzatissime (raramente) o rabberciate (la maggior parte). Raramente sono ordinate sottocoperta, mentre lo sono quasi sempre nelle manovre in coperta. Hanno mille storie da raccontare, sanno stare bene in compagnia.
Oggi siamo usciti... volete sapere com'è andata? BENEEEEE! Il timone a vento funziona bene. Avevamo un forza 3-4 con onda ma confusa. Siamo rientrati dopo 3 ore per alcuni accorgimenti ed abbiamo dato inizio ai preparativi. Quindi domani si parte destinazione Capo Verde. Tempo previsto 10-15 giorni, sapete che andiamo piano...
Buona giornata e buone feste, per noi sarà bello essere in navigazione al passaggio dell'anno nuovo... Mi raccomando non cercateci, non risponderemo al telefono, ma andrà tutto bene anche se non risponderemo.
Giovedì 3 Gennaio
..... non ci sono state + comunicazioni, e la cosa che mi ha fatto piacere è che nessuno si è preoccupato!!!
Questo è un ottimo risultato. La tranquillità nell'affrontare la vita. Ci pensavate partiti e trasportati dolcemente dalla corrente e dagli alisei che stanno soffiando stabili?
Invece siamo fisicamente ancora qui a Las Palmas.
Potremmo raccontarvi di tutto o non raccontarvi nulla trincerandoci dietro la Privacy, ma non siamo una grande megalopoli o un manipolo di persone importanti che non devono far sapere ai loro lettori (e-lettori) quali che siano i loro scheletri e in quale letto dormano... (tanto per prepararvi alle elezioni, a proposito visto che non sono iscritto alle liste AIRE, non sapevano come fare per una persona in barca a vela e che si sposta, non posso votare all'estero).
Così vi racconterò com'è andata: io Marco ho navigato per mari agitati spazzati da venti incostanti da direzioni e con intensità impreviste, ho viaggiato dentro me stesso, le mie paure, le mie angosce ed i miei psico-drammi non risolti.
La stanchezza di questa partenza, affrettata come una fuga, sognata da anni, preparata sulla carta con poca esperienza diretta, preparata sull'acqua navigando il + possibile in ogni situazione possibile, ha aiutato questo stravolgimento interiore. Ero come un sordo “ma sta tranquillo” mi dicevano, ma io mi sentivo tranquillo... Un'anoressica pensa sempre di essere grassa... (giusto per rimanere nel mio campo, in fondo oramai l'attività motoria è solo un rapporto massa magra massa grassa; ho letto della critica del DOTTORE, Valentino Rossi, nei rapporto tra preparazione fisica e divertimento per lo sport).
Questa burrasca ha portato ad un uragano abbattersi sui miei compagni di viaggio, lasciandoli senza quelle certezze in cui credevano. Tranne chi già aveva visto un malessere crescere in me, una persona che sa guardare dentro, che la vita a portato attraverso dure prove a non fidarsi, a concentrarsi sui particolari, sulle piccole frasi scivolate fuori. Una persona buona, che ci ha aiutato parlandoci.
All'avvicinarsi della partenza sono stato preso da un'angoscia che si è trasformata in malattia, una giornata passata a letto senza una vera e propria febbre ma con dolori simili ad uno stato influenzale.
Il giorno dopo una nuova ricaduta, ancora angosce e turbamenti. Ho ascoltato il consiglio di un amico (per fortuna ne abbiamo molti), sono partito da solo, sono andato a cercare la parte meno civilizzata dell'isola, strade sterrate e silenzi, barranchi (canaloni scavati dall'acqua che si precipitano verso il mare con dislivelli importanti che lasciano spazio a paesaggi e indolenzimento alle articolazioni).
E' stato molto vitale.
Ho incontrato gente, volevo svuotarmi ma loro mi hanno accolto, non mi hanno giudicato, alcuni mi hanno dato da mangiare, altri mi hanno dato da bere, qualcuno un passaggio, qualcuno mi ha aiutato ma non abbiamo mai parlato.... tutti mi hanno dato il loro affetto di persone verso altre persone.
Nessuno ha voluto i miei soldi. Nessuno ha voluto qualcosa da me, nessuno voleva vendere qualcosa, tutti volevano dividere questo pezzo di mondo con gli altri.
Nessuno era in giacca cravatta... solo uno aveva la giacca, mi ha dato un passaggio e non mi ha mai parlato (70 km in auto verso il rientro, correva come un matto per circa 30 km su di una strada di montagna verso las Palmas poi rispettando i limiti sull'autostrada....) era cinese non so perché abbia fermato il furgoncino per caricarmi, da oltre 1 ora stavo facendo autostop, l'autobus sarebbe passato solo alle 17 ed erano le 12; tanto valeva ascoltare il consiglio di quella persona che appena finito di lavare la sua jeep andava a fare la spesa e mi ha chiesto se volevo un passaggio (lui mi ha chiesto di accompagnarmi) visto che mancava 1 km al paese; ero in cammino da 5 ore ;-)... Mi disse “ fai l'autostop ti prendono su subito e risparmi i soldi del biglietto”.
Il cinese mi fece cenno di mettermi la cintura mentre cercavo di parlare con lui... dopo qualche minuto capii che forse non voleva parlare... mi chiese solo di smontare perché lui andava in un posto...
Ho dormito per terra sui sassi in riva all'oceano, mi ha cullato e mi ha svegliato col rumore delle sue onde.
Mi ha raccontato storie che ti tengono aggrappato alle rive, mi ha ammaliato con la trasparenza delle sue acque.
Sono tornato da Silvia, siamo stati bene al passaggio dell'anno; è stato bello che ci pensavate dove i cellulari non potessero raggiungerci...
Poi ho spiegato le mie decisioni, ho stravolto i programmi, spazzato i sogni, costretto a guardarsi dentro e a prendere altre strade ai miei compagni. Il mio viaggio era su altri venti, in altri porti, alla ricerca di altri lidi...
Silvia,
lei mi è la più vicina,
l'onda era molto più forte su di lei,
chi mi era più lontano, chi non si era fidato, a ricevuto solo gli spruzzi.
Un pescatore con cui ero stato nei giorni scorsi mi ha spiegato la sua filosofia sulla vita... ognuno di noi è qui per assolvere ad suo compito.
Mi ha accolto e mi ha dato tutto ciò che aveva, compreso i suoi segreti per la pesca, ma lui pescava solo il pesce che gli era necessario, poi si fermava.
Io ho preso e dato tutto dal mio tempo.... ma raramente mi sono fermato.
Il mio viaggio ora ricomincia da qui, mi fermo...
Voglio aver tempo
anche per leggere ... per aumentare la conoscenza e vi consiglio questo:
http://www.tzetze.it/2013/01/perch-siamo-fottuti-di-randall-wray.html
Giovedì 27 dicembre
Ciao a tutti, ieri siamo andati a fare cambusa, quella grossa, quella che si fa prima di una partenza.
Siamo ormai pronti, mancano gli ultimi dettagli. E' arrivato anche Jacopo. Siamo un po' strettini, ma siamo comunque riusciti a stivare tutto. 100 litri d'acqua solo da bere oltre 50 litri di bibite, 450 litri d'acqua nei serbatoi per far da mangiare e altro, 60 litri in taniche esterne più 30 in bottiglie residue, non ricordo quanti kg di pasta e riso ma insomma una spesona, finita nella capiente pancia di Chery, per un'attimo ho temuto di non riuscire a farci stare tutto, siamo in 5 e le bocche da sfamare non mancano anche se l'attenzione principale è sempre per l'acqua.
Ieri col vento a forza 5 e rafficato non abbiamo ritenuto opportuno andare a provare le modifiche fatte, proveremo oggi.
Ci mancheranno quindi i dettagli e poi si va.
E' arrivato anche il pacco tanto atteso da Cupido. Anche se è stata un'odissea rintracciarlo.
Le tensioni di un comandante sono tante prima di una partenza soprattutto se si tratta di uno come me, un po' ansioso, che vuole sempre verificare tutto di persona. Questo spesso viene inteso come mancanza di fiducia, ma non è così, perché allora si dovrebbe dire che non ho fiducia neppure in me stesso visto che verifico anche quello che ho fatto io... E' piuttosto un'insicurezza interiore che io ritengo essermi vitale, quante volte non ho controllato un particolare e poi me ne sono pentito? La definirei una paura vitale, quella parte oscura di “cose” che non possiedi, che non sono proprio tue, che non fanno parte di te, quindi devi controllare, osservare, mantenere sotto vigilanza. Quella che ti fa perdere energie ma che sai che ti proteggerà da errori banali. Tra poco ritorneremo nell'emisfero liquido, dove il vento corre libero, portando con se nuvole e sogni.
Passeggiando sulle banchine di questo nodo dell'umanità dondolante, si trova di tutto. Anche di più di quello che si è sentito narrare o che si pensava già di conoscere.
Le storie si accavallano, le barche in banchina o alla fonda sono tutte diverse. Certo hanno alcune caratteristiche comuni, ma non al 100%. C'è chi sceglie l'eolico, chi il solare, chi il motore, chi il generatore, chi il generatore a trascinamento nell'acqua, chi di non consumare...
Tutte le barche hanno una loro filosofia, tutte hanno un comandante che deve comunque sottostare ad altri comandanti (armatori, mogli, figli...) solo i solitari sfuggono a questa logica. Sarà per questo che sono così affascinanti? Hanno barche strane attrezzatissime (raramente) o rabberciate (la maggior parte). Raramente sono ordinate sottocoperta, mentre lo sono quasi sempre nelle manovre in coperta. Hanno mille storie da raccontare, sanno stare bene in compagnia.
Oggi siamo usciti... volete sapere com'è andata? BENEEEEE! Il timone a vento funziona bene. Avevamo un forza 3-4 con onda ma confusa. Siamo rientrati dopo 3 ore per alcuni accorgimenti ed abbiamo dato inizio ai preparativi. Quindi domani si parte destinazione Capo Verde. Tempo previsto 10-15 giorni, sapete che andiamo piano...
Buona giornata e buone feste, per noi sarà bello essere in navigazione al passaggio dell'anno nuovo... Mi raccomando non cercateci, non risponderemo al telefono, ma andrà tutto bene anche se non risponderemo.
Giovedì 3 Gennaio
..... non ci sono state + comunicazioni, e la cosa che mi ha fatto piacere è che nessuno si è preoccupato!!!
Questo è un ottimo risultato. La tranquillità nell'affrontare la vita. Ci pensavate partiti e trasportati dolcemente dalla corrente e dagli alisei che stanno soffiando stabili?
Invece siamo fisicamente ancora qui a Las Palmas.
Potremmo raccontarvi di tutto o non raccontarvi nulla trincerandoci dietro la Privacy, ma non siamo una grande megalopoli o un manipolo di persone importanti che non devono far sapere ai loro lettori (e-lettori) quali che siano i loro scheletri e in quale letto dormano... (tanto per prepararvi alle elezioni, a proposito visto che non sono iscritto alle liste AIRE, non sapevano come fare per una persona in barca a vela e che si sposta, non posso votare all'estero).
Così vi racconterò com'è andata: io Marco ho navigato per mari agitati spazzati da venti incostanti da direzioni e con intensità impreviste, ho viaggiato dentro me stesso, le mie paure, le mie angosce ed i miei psico-drammi non risolti.
La stanchezza di questa partenza, affrettata come una fuga, sognata da anni, preparata sulla carta con poca esperienza diretta, preparata sull'acqua navigando il + possibile in ogni situazione possibile, ha aiutato questo stravolgimento interiore. Ero come un sordo “ma sta tranquillo” mi dicevano, ma io mi sentivo tranquillo... Un'anoressica pensa sempre di essere grassa... (giusto per rimanere nel mio campo, in fondo oramai l'attività motoria è solo un rapporto massa magra massa grassa; ho letto della critica del DOTTORE, Valentino Rossi, nei rapporto tra preparazione fisica e divertimento per lo sport).
Questa burrasca ha portato ad un uragano abbattersi sui miei compagni di viaggio, lasciandoli senza quelle certezze in cui credevano. Tranne chi già aveva visto un malessere crescere in me, una persona che sa guardare dentro, che la vita a portato attraverso dure prove a non fidarsi, a concentrarsi sui particolari, sulle piccole frasi scivolate fuori. Una persona buona, che ci ha aiutato parlandoci.
All'avvicinarsi della partenza sono stato preso da un'angoscia che si è trasformata in malattia, una giornata passata a letto senza una vera e propria febbre ma con dolori simili ad uno stato influenzale.
Il giorno dopo una nuova ricaduta, ancora angosce e turbamenti. Ho ascoltato il consiglio di un amico (per fortuna ne abbiamo molti), sono partito da solo, sono andato a cercare la parte meno civilizzata dell'isola, strade sterrate e silenzi, barranchi (canaloni scavati dall'acqua che si precipitano verso il mare con dislivelli importanti che lasciano spazio a paesaggi e indolenzimento alle articolazioni).
E' stato molto vitale.
Ho incontrato gente, volevo svuotarmi ma loro mi hanno accolto, non mi hanno giudicato, alcuni mi hanno dato da mangiare, altri mi hanno dato da bere, qualcuno un passaggio, qualcuno mi ha aiutato ma non abbiamo mai parlato.... tutti mi hanno dato il loro affetto di persone verso altre persone.
Nessuno ha voluto i miei soldi. Nessuno ha voluto qualcosa da me, nessuno voleva vendere qualcosa, tutti volevano dividere questo pezzo di mondo con gli altri.
Nessuno era in giacca cravatta... solo uno aveva la giacca, mi ha dato un passaggio e non mi ha mai parlato (70 km in auto verso il rientro, correva come un matto per circa 30 km su di una strada di montagna verso las Palmas poi rispettando i limiti sull'autostrada....) era cinese non so perché abbia fermato il furgoncino per caricarmi, da oltre 1 ora stavo facendo autostop, l'autobus sarebbe passato solo alle 17 ed erano le 12; tanto valeva ascoltare il consiglio di quella persona che appena finito di lavare la sua jeep andava a fare la spesa e mi ha chiesto se volevo un passaggio (lui mi ha chiesto di accompagnarmi) visto che mancava 1 km al paese; ero in cammino da 5 ore ;-)... Mi disse “ fai l'autostop ti prendono su subito e risparmi i soldi del biglietto”.
Il cinese mi fece cenno di mettermi la cintura mentre cercavo di parlare con lui... dopo qualche minuto capii che forse non voleva parlare... mi chiese solo di smontare perché lui andava in un posto...
Ho dormito per terra sui sassi in riva all'oceano, mi ha cullato e mi ha svegliato col rumore delle sue onde.
Mi ha raccontato storie che ti tengono aggrappato alle rive, mi ha ammaliato con la trasparenza delle sue acque.
Sono tornato da Silvia, siamo stati bene al passaggio dell'anno; è stato bello che ci pensavate dove i cellulari non potessero raggiungerci...
Poi ho spiegato le mie decisioni, ho stravolto i programmi, spazzato i sogni, costretto a guardarsi dentro e a prendere altre strade ai miei compagni. Il mio viaggio era su altri venti, in altri porti, alla ricerca di altri lidi...
Silvia,
lei mi è la più vicina,
l'onda era molto più forte su di lei,
chi mi era più lontano, chi non si era fidato, a ricevuto solo gli spruzzi.
Un pescatore con cui ero stato nei giorni scorsi mi ha spiegato la sua filosofia sulla vita... ognuno di noi è qui per assolvere ad suo compito.
Mi ha accolto e mi ha dato tutto ciò che aveva, compreso i suoi segreti per la pesca, ma lui pescava solo il pesce che gli era necessario, poi si fermava.
Io ho preso e dato tutto dal mio tempo.... ma raramente mi sono fermato.
Il mio viaggio ora ricomincia da qui, mi fermo...
Voglio aver tempo
anche per leggere ... per aumentare la conoscenza e vi consiglio questo:
http://www.tzetze.it/2013/01/perch-siamo-fottuti-di-randall-wray.html
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