martedì 4 marzo 2014

Ultimi scorci di Dominica, un'isola a sè, con la sua identità completamente diversa dalle "vicine di casa francesi".
Per strada salutando le persone con un neutrale "Hello", loro ti risponderanno con un bizzarro "OK", a volte anche un "ALL RIGHT" e tu non capendo continuerai a camminare sorridendo.
Gente cordiale, ma allo stesso tempo "english".
Un'isola da ricordare.....



 Prove "artistiche"....con quel che offre la natura.




La Spesa

lunedì 3 marzo 2014

Ciao a Tutti,
altre foto di Portsmouth.

Continuiamo la nostra camminata, torniamo verso la Prince Rupert Bay per gettarci alla caccia di cibo gironzolando per le vie alla ricerca di negozi e supermercati. Qui facciamo la conoscenza di Sandy (nome originale pare Dinosuar) non so se mi prende in giro o se proprio non capisco lo slang). Ci abborda per venderci un giro di un'ora e mezza sull'Indian river per la modica cifra di 25US$ a testa, ma esula dal nostro budget, parte con la tiritera del carnet di una settimana, ma noi si parte tra 2 giorni, abbiamo già la clearance. Ci lascia molto amichevolmente, qui non sono venditori aggressivi, propongono servizi, e prima o poi sanno che il pesce turista abbocca.
Troviamo la banca e proviamo a cambiare i 100 dollari che abbiamo con tagli più piccoli ma non si può. Allora mi viene un lampo di genio, uno di quelli che ti vengono una volta nella vita ed io lo spreco così: torniamo da Sandy per cambiare i dollari, dapprima cerca di venderci il giro sul fiume poi capisce che non c'è speranza ed allora trova il modo di cambiarci i dollari, di sicuro per lui è un investimento, sa che prima poi ora andrò da lui per qualche acquisto.
Lista della spesa: dolcetti per la colazione e pane in un panificio, ragazza gentile e carina, supermercato nella cittadina di Glanvilla farina, zucchero di canna, sugelati wurstel e crocchette di pollo signora grassoccia ma gentile e servizievole. Presso un rasta locale che ci abborda chiedendoci cosa cerchiamo molto gentilmente mentre cerchiamo dove vendono la lattuga indicato da un cartello sulla strada, ci porta nella sua baracca dove sta organizzando un piccolo orto, tra cui anche coltiva la Gangia, ormai più volte offertaci, compriamo la lattuga. Prese delle stradine laterali compriamo pompelmi e banane da cuocere insieme a delle banane sempre da cuocere che loro chiamano Plantains da una signora meno abbondante delle altre ma molto gentile e loquace e dal suo figlio di circa 7 anni molto sveglio e simpatico, ci chiede se abbiamo bambini e ci dice di farne. Poi ancora cocco in un minimarket munito di cassiera decisamente sovrappeso e non sicuramente gentile. Ed infine uova ed un pane fatto in casa ma con il cocco, qui serviti da una anziana signora di un sicuramente in forma brillante oltre che fisicamente anche di intelletto, non gentilissima, ma calcola in un attimo il cambio con i dollari americani e ci da pure il resto (normalmente arrotondano per eccesso).
E ce ne torniamo finalmente in barca. Seratina? Tranquilla in barca guardando il sole tramontare.
Proviamo le banane bollite, non sono male, un contorno decisamente buono ma migliorabile, proveremo.
P.S. le foto le pubblico un pò alla volta.
Ciao a Tutti, faccio fatica a caricare le immagini ma ci provo una alla volta, perdonate

















domenica 2 marzo 2014

Ciao a Tutti,
il soggiorno in questo paesino è piacevole anche se qui il numero di baracche è … anzi no le baracche sono la norma. Quello che stride sono l'alto numero di baracche ed i prezzi da città europee. Qui non vi sono automobili lussuose in gran numero, ma il confronto con i prezzi delle isole di Capo Verde dove non avevano neppure l'acqua per coltivare la lattuga (tipo a Sal) è evidente. Comunque ci lanciamo in una passeggiata nei dintorni, le biciclette sono completamente smontate nelle cabine di poppa e nel nostro continuo traslocare da una rada ad un'altra non abbiamo uno spazio adeguato per averle immediatamente a portata di mano.
Ci portiamo per prima cosa verso il forte per scoprire che qualsiasi cosa qui è a pagamento in dollari ed eventualmente puoi acquistare un pacchetto convenienza di una settimana.
Facciamo dietro front e ritorniamo sui nostri passi per dirigerci nella baia adiacente che è riserva naturale. Sulla strada, stretta e sconnessa ma non i maniera da non essere transitabile, le poche automobili sfrecciano come a Monza mentre i furgoncini o pic-up procedono in maniera adeguata alla strada.
Incrociamo alcuni locali a piedi o che conducono biciclette, ognuno con o una bisaccia od un canestro. Ma tutti, Silvia non apprezza molto, con l'immancabile machete.
Alcuni frutti qui costano veramente poco ed in confronto ai prezzi che girano sono offerte imperdibili; uno di questi è appunto la noce di cocco, senza machete non si può aprire e berne il latte in così poco tempo come loro fanno utilizzando questo strumento con perizia e precisione. Gesti ripetuti migliaia di volte con un oggetto che da noi sarebbe classificato come arma.
Arriviamo infine alla Douglas Bay, riserva naturale, solitaria meno di una decina di persone, niente bar solo vegetazione sabbia e qualche rudimentale panchina. Silenzio e calma.
Silvia è attratta da questi resti di coralli che punteggiano la parte di sassi neri di questa baia, ne vorrebbe portare in barca alcuni, forse tutti. L'alternativa è che se salgono loro scendo io... ci pensa un po' e poi decide per una composizione sulla spiaggia per poi fotografarla.
Per stavolta sono stato risparmiato.

Ciao a Tutti,
giusto il tempo di far mordere il fondo marino alla nostra CQR (l'ancora) e stiamo già mettendo il dinghy in acqua. Ancorati davanti a BLUEBAY restaurant ci fiondiamo a prenderci 2 Pepsi e piazzare il nostro pc per la connessione WiFi.Mentre sto collegando il pc vedo Roland seguito dall'inseparabile   Annemarie. Ci eravamo salutati a El Hierro ed ora eccoci tutti qui. Tramonto tra internet skype e chiacchiere con i ritrovati amici. E' fatta, è già festa, loro sono qui da una settimana e domani salpano verso sud, ma non prima di cenare da noi con una pasta al ragù e una torta preparata da Silvia, il tutto condito da un'ottimo vino.

 





Annemarie e Roland














sabato 1 marzo 2014




Navi da crociera a Roseau













 Ciao a Tutti,
navighiamo verso nord e oggi è una giornata molto calda e poco ventilata per cui nonostante tutte le vele a riva utilizziamo il piccolo tendalino del pozzetto per chiuderci e proteggerci dal sole, viste le poche miglia la partenza è con calma e nelle ore calde.
Le navigazioni sottocosta sono sempre piacevoli, mare piatto e vento moderato, così dicono le guide, ma spostandosi da un estremo all'altro dell'isola come ci capitò anche in Martinica ci si trova in condizioni di venti capricciosi che scendo dalle valli e ci si ritrova poi col vento che prima di spinge poi ti respinge. Così ci troviamo costretti dai venti leggeri trovati a dover accendere il motore per entrare nella grande baia di Portsmouth per non arrivare in ritardo all'appuntamento con Andreina e Daniele (oggi è finalmente lunedì) con il vento in faccia.
A 3 miglia dall'arrivo ci affianca una lancia a motore, non preoccupatevi non era un pirata e nemmeno un pescatore classico, ma la nuova specie di pescatori, non usano ami e lenze e neppure nasse (ATTENZIONE SEMPRE ALLE BOTTIGLE E VARI TIPI DI GALLEGGIANTI SPARSI OVUNQUE A SEGNALARE LE NASSE) ma lance con potenti motori e dai pittoreschi colori e nomi per invogliarti e proporti qualsiasi tipo di servizio. Qui ve ne sono di tutti i tipi, anche uno che a remi proponeva frutta e verdura a bordo di un oggetto galleggiante costruito in vari materiali ma che non vorrei mai che si accostasse alla mia dolce Chery.